“Vuoto a rendere“, richiama una doppia valenza: da un lato, il concetto di “vuoto” come spazio da riempire; dall’altro, l’idea di “rendere” come restituzione di significato. Mi sono ispirato all’astrattismo, movimento che esula dalla rappresentazione di oggetti reali, utilizzando forme, colori e linee per creare composizioni indipendenti dalle referenze visive nel mondo pur utilizzando in trasparenza riflessi reali sull’acqua.
Ho voluto, qui, trasmettere sensazioni e impressioni senza un’associazione immediata con il mondo degli oggetti.
L’astrattismo è come un’attrazione simile a quella che il vuoto esercita su chi soffre di vertigini: un richiamo che provoca paura e desiderio simultaneamente. Questa metafora suggerisce un coinvolgimento emotivo profondo con il progetto, dove il “vuoto” iniziale si trasforma in un “rendimento” di emozioni e sensazioni personali. Ho Voglio invitare lo spettatore a immergersi in questa esperienza, suggerendo che l’astrattismo, pur apparendo inizialmente privo di significato, può evocare reazioni emotive intense e individuali. Un’esperienza emotiva e riflessiva.
Un confronto con il vuoto apparente per scoprire il “rendimento” di sensazioni e significati personali, sottolineando la capacità dell’arte astratta di comunicare al di là delle forme riconoscibili.
“Vuoto a rendere” (Returnable Empty) evokes a dual meaning: on the one hand, the concept of “emptiness” as a space to be filled; on the other, the idea of ”rendering” as a restitution of meaning. I was inspired by abstraction, a movement that transcends the representation of real objects, using shapes, colors, and lines to create compositions independent of visual references in the world while still utilizing real reflections on water.
Here, I wanted to convey sensations and impressions without an immediate association with the world of objects.
Abstraction is like an attraction similar to that which emptiness exerts on those who suffer from vertigo: a call that simultaneously provokes fear and desire. This metaphor suggests a profound emotional involvement with the project, where the initial “emptiness” transforms into a “rendering” of personal emotions and sensations. I want to invite the viewer to immerse themselves in this experience, suggesting that abstraction, while initially appearing meaningless, can evoke intense and individual emotional reactions. An emotional and reflective experience.
A confrontation with apparent emptiness to discover the “yield” of personal sensations and meanings, underlining the ability of abstract art to communicate beyond recognizable forms.












































