In “Dolce Ossessione” presento un’esplorazione visiva e concettuale della città di Venezia, attraverso un linguaggio pittorico.
Su una texture che richiama la carta come effimero e delicato, ho utilizzato l’effetto acquerello per creare opere che oscillano tra il figurativo e l’astratto, tra il ricordo e la proiezione emotiva.
Ho voluto creare una tensione tra attrazione e inquietudine, tra bellezza e malinconia. Venezia, con la sua architettura labirintica e i suoi canali, diventa metafora di un desiderio che è insieme rifugio e prigione. Luogo di sogno e di disillusione, dove ogni scorcio è carico di storia e di memoria.
La composizione gioca su sovrapposizioni e trasparenze, creando un effetto di profondità emotiva. Le tonalità predominanti, come il rosa, il grigio e il verde, vogliono evocare una sensazione di sospensione temporale, mentre le pennellate morbide e le linee sinuose vogliono creare un’atmosfera onirica e intima.
E’ un richiamo all’arte romantica e simbolista
“Dolce Ossessione” vuole configurarsi come una riflessione sulla Serenissima ; luogo dell’anima, dove la bellezza può diventare un’illusione e la memoria una prigione. La città viene trasformata in un simbolo della condizione umana, sospesa tra desiderio e disincanto.
C’è un intrinseco invito, per lo spettatore, a una lettura emotiva e intellettuale, per stimolare una riflessione sul rapporto tra individuo e ambiente, tra sogno e realtà.
Ho voluto offrire qui una visione personale e profonda di questa meravigliosa città invitando lo spettatore a percorrere con me un viaggio sensoriale e riflessivo.
In “Dolce Ossessione,” I present a visual and conceptual exploration of the city of Venice, through pictorial language.
On a texture reminiscent of ephemeral and delicate paper, I used a watercolor effect to create works that oscillate between figurative and abstract, between memory and emotional projection.
I wanted to create a tension between attraction and anxiety, between beauty and melancholy. Venice, with its labyrinthine architecture and canals, becomes a metaphor for a desire that is both refuge and prison. A place of dreams and disillusionment, where every glimpse is charged with history and memory.
The composition plays on layering and transparency, creating an effect of emotional depth. The predominant hues, such as pink, gray, and green, evoke a sense of suspended time, while the soft brushstrokes and sinuous lines create a dreamlike and intimate atmosphere.
It’s a reference to Romantic and Symbolist art.
“Dolce Ossessione” aims to be a reflection on the Serenissima; a place of the soul, where beauty can become an illusion and memory a prison. The city is transformed into a symbol of the human condition, suspended between desire and disenchantment.
There’s an intrinsic invitation for the viewer to an emotional and intellectual reading, to stimulate reflection on the relationship between the individual and the environment, between dream and reality.
Here, I wanted to offer a personal and profound vision of this marvelous city, inviting the viewer to join me on a sensorial and reflective journey.










































